PREMESSA: ORIGINE STORICA DELL’EBRAISMO RABBINICO
All’epoca di Gesu Cristo (I secolo d.C.) esistevano, oltre a i Cristiani, diverse sette ebraiche: i Farisei, i Sadducei, gli Zeloti e gli Esseni.
Nel 66, il procurator Augusti della Giudea, Gessius Florus, pretese che fossero prelevati diciassette talenti dal Tempio e, trovando una forte opposizione da parte degli ebrei, mandò avanti i propri soldati, che provocarono la morte di 3.600 persone.
Questo porto’ alla sollevazione dell’intera Giudea e al successivo assedio di Gerusalemme completata dal comandante romano Tito (66-70 d.C.) con la distruzione del Tempio (70 d.C.). I romani si impossessarono del tesoro del Tempio di Gerusalemme (inclusa la famosa Menorah rappresentata come preda di guerra nell’arco trionfale di Tito a Roma). (ved Post https://youtu.be/Xyy12e_tm-s ).
La strage fu enorme circa un milione di morti (lo storico Flavio Giuseppe affermo’ che si tratto’ del piu’ grande sterminio della storia avvenuto fino a quel tempo) e i prigionieri circa centomila portati via dai romani come schiavi o condannati a morte nei circhi.
I Cristiani Ebrei in gran parte si salvarono dando vita alla Diaspora Cristiana nell’impero romano (Paolo, Pietro ed altri Apostoli e condiscepoli erano espatriati da tempo in varie regioni dell’impero, dalla Grecia alla Pannonia, Roma, Italia, Gallia, regioni dell’attuale Spagna ecc.). Invece durante il conflitto Sadducei ed Esseni furono sterminati. Gli Zeloti scomparvero anch’essi in gran parte sia durante l’assedio e la distruzione di Gerusalemme e quella successiva della fortezza di Masada (72 d.C.) dove un migliaio di superstiti si erano rifugiati e dove resistettero per circa un anno fino a uccidersi/suicidarsi tutti per non arrendersi i romani (rimasero solo cinque sopravvissuti due donne e tre bambini che si erano nascosti in una grotta per non essere uccisi dagli stessi Zeloti e che furono salvati dagli stessi romani).
Quanto ai Farisei, dopo fallita rivolta di Bar Kokhb (detto il “bugiardo” perche’ falsamente autoproclamatosi Messia) nel periodo 132-136 d.C., i superstiti furono costretti alla Diaspora Ebraica fuori dalla Giudea. Nel corso del tempo si formarono gruppi etnici distinti in aree geografiche diverse – tra questi, gli aschenaziti (dell’Europa centrale e orientale), i sefarditi (di Spagna, Portogallo e Nordafrica), i Beta Israel d’Etiopia e gli ebrei yemeniti nella punta meridionale della penisola arabica.
Gli ebrei della Diaspora diedero vita tra i secoli II e VI dell’era volgare al cosiddetto ebraismo rabbinico. Cio’ si realizzo’ tramite la redazione della Legge orale (Mishnah) e del Talmud quali interpretazioni autorevoli delle Sacre Scritture ebraiche e per incoraggiare la pratica dell’ebraismo, in assenza dei sacrifici al Tempio di Gerusalemme.
2 – PRINCIPI DELL’EBRAISMO RABBINICO
Sebbene in tempi moderni l’Ebraismo manchi di un’autorità centralizzata che detti un dogma religioso esatto, tutte le correnti religiose ebraiche dell’ebraismo rabbinico si basano, più o meno sui principi della Bibbia ebraica ma con l’aggiunta di vari testi commentari. Precisamente i suoi testi fondamentali sono il Tanakh e la tradizione orale e scritta supplementare, rappresentata dai testi commentari della Mishnah e del Talmud.
Sia secondo l’Ebraismo Rabbinico che il Cristianesimo lo scopo della Tanakh/Antico Testamento e’ di presentare le profezie dell’avvento del Messia, il Figlio di Dio.
2.1 – TORAH
Tohràh(=Pentateuco), indica i primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio). La Toràh è stata scritta da Mosè, quindi viene definita “il libro della legge di Mosè” (Neemia 8:1; Giosuè 8:31).
Secondo l’ebraismo rabbinico la Torah e’ un testo sacro “divinamente ispirato” da Dio. Al contrario, esegeti non ebrei ricusano invece tale asserzione e Invece vedono questi testi come scritti da esseri umani e forse significativi in specifici contesti storici e culturali.
Questa caratteristica e’ particolarmente evidente anche nei testi successivi al Deuteronomio contenuti nella Bibbia cristiana dove sono contenute diverse versioni tra loro in contrasto degli stessi eventi e luoghi.
2.2- IL TALMUD
Il Talmud è una compilazione di commentari rabbinici redatti nel corso del tempo a partire dall’esilio Babilonese. Caratteristica fondamentale del Talmud e’ la radicale contraddizione esistente tra i diversi commenti che quindi non rappresenta un testo coerente. Tra i commentari uno famoso e’ quello di Maimonide coi suoi 13 principi di fede, sviluppati nel XII secolo. Sebbene inizialmente anche fortemente contrastato, e’ di fatto attualmente adottato dalla maggior parte delle scuole rabbiniche. Il Talmud stabilisce che la Torah contiene 613 mitzvot delle quali 248 sono עשה מצות (mitzvot aseh, comandamenti positivi, obblighi) e 365 sono תעשה לא מצות) mitzvot lo taaseh, comandamenti negativi, divieti).
2.3 – ASPETTI CONTROVERSI DEL TALMUD
Il Talmud contiene aspetti anche fortemente controversi. Il primo riguarda la cosiddetta “dignita” dell’ebreo, che sarebbe tale semplicemente per nascita e indipendentemente dai suoi peccati che non potrebbero contaminarlo.
Per “dignita” si intende il fatto che solo l’israelita e’ uomo in tutto l’universo, mentre tutti gli altri sono inferiori.
In particolare:
Secondo l’insegnamento del Talmud, l’ebreo, per il fatto stesso di essere circonciso e discendente da gente eletta, è fornito di tale dignità che nessuno, nemmeno un angelo, lo può eguagliare 94. Anzi, egli si considera simile a Dio. «Chi schiaffeggia un israelita – dice Rabbi Cianina – dev’essere considerato come se avesse schiaffeggiato la Maestà Divina» 95. L’ebreo è sempre buono, nonostante i suoi peccati, i quali tuttavia non possono contaminarlo, allo stesso modo di come il fango non contamina il nucleo della noce, ma soltanto il suo mallo 96.
Solo l’israelita è un uomo e tutto l’Universo è suo. Tutto deve servirlo, specialmente gli animali che hanno forma umana 97
2.4 – PRECETTI DEL TALMUD RIGUARDANTI I CRISTIANI
Il Talmud contiene inoltre aspetti fortemente controversi nei confronti dei cristiani. In particolare il Talmud include anche numerosi precetti specifici contro i cristiani redatti nel tempo da diversi rabbini (1).
Dal Talmud emerge infatti che i cristiani sarebbero idolatri e dannosissimi per gli ebrei. Perciò, qualsiasi israelita che voglia essere timorato di Dio, deve necessariamente osservare tutti i precetti che gli sono stati dati dai padri viventi in Terra Santa circa il modo di comportarsi con le genti idolatre indigene e confinanti. Gli ebrei sono quindi tenuti:
ad evitare i cristiani;
ad impegnarsi per distruggerli.
2.5 – PRECETTI DEL TALMUD CONTRO IL CRISTIANESIMO
Il Talmud contiene numerosi precetti contro il cristianesimo.
GESU’ CRISTO NEL TALMUD Molti passi dei libri talmudici trattano della nascita, vita e morte di Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti. Non sempre Gesù viene nominato con il suo nome, ma in diversi modi come “Quell’Uomo,” “Una Certa Persona,” “Il Figlio del Carpentiere,” “Colui che Fu Appeso”, ecc.
Articolo I – SUI NOMI DI GESU’ CRISTO
Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- “Quell’Uomo,” cioè colui che tutti conoscono. Nel trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo: “Viene chiamato cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di quell’uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la festa il primo giorno del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il Sabato.”
Articolo II – LA VITA DI CRISTO
IL TALMUD e’ pieno di disprezzo e insulti per Gesu’ Cristo.
Infatti, insegna che Gesù Cristo:
1) era un figlio illegittimo,
2) che fu concepito durante il periodo mestruale,
3) che aveva l’anima di Esaù;
4) che era un pazzo,
5) uno stregone,
6) un seduttore;
7) che egli fu crocefisso,
8) sepolto all’inferno e
9) innalzato come un idolo dai suoi seguaci.
Articolo III – Gli Insegnamenti di Cristo Il Seduttore e un Idolatra non possono insegnare altro che falsità ed eresie il che era irrazionale e impossibile da osservare.
Articolo III. – SI DEVE FARE DEL MALE AI CRISTIANI
L’ebreo ha l’obbligo di fare del male ai cristiani per quanto egli possa, sia indirettamente – non aiutandolo in nessuna maniera – che direttamente -distruggendo i loro piani e progetti; nè deve salvare il cristiano in pericolo di morte.
2.6 – NON SI DEVE FARE DEL BENE AI CRISTIANI
Nello Zohar (1,25b) si legge: “Coloro che fanno del bene all’Akum … non sorgeranno dai morti.” A volte è permesso fare del bene ai cristiani, ma solo per aiutare Israele, cioè, per amore di pace e per nascondere l’odio nutrito verso di essi. Maimonide nello Hilkhoth Akum (X,6) dice: “È permesso aiutare i gentili bisognosi così come gli ebrei bisognosi, per amore di pace… ” Nello Iore Dea (148,12 Hagah) si legge: “Perciò, se tu entrerai in una città e troverai che vi si celebra una festa, tu potrai fingere di rallegrartene assieme a loro per nascondere il tuo odio. Coloro che tengono alla salvezza della loro anima, comunque, dovranno tenersi lontani da tali celebrazioni. Si dovrebbe far sapere che è cosa odiosa rallegrarsi con loro, se ciò può essere fatto senza incorrere nella loro inimicizia.”
Articolo IV – I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI
Infine, il Talmud comanda che i cristiani siano uccisi senza pietà. Nell’ Abhodah Zarah (26b) si legge: “Eretici, traditori e apostati devono essere gettati in un pozzo e non devono essere soccorsi.” E nel Choshen Hammischpat (388,10) si legge: “Le spia dovrà essere uccisa, anche ai nostri giorni, dovunque si trovi. Essa può essere uccisa anche prima che confessi. E anche se ammette di aver voluto solo far del male a qualcuno, e se il male che voleva fare non era molto grande, è sufficiente per condannarla a morte. Essa comunque deve essere avvertita di non confessare in questa maniera. Ma se impudentemente essa dice “No, lo confesserò!” allora dovrà essere uccisa, il prima possibile. Se non c’è tempo per avvertirla, non è necessario farlo. Alcuni dicono che un traditore deve essere messo a morte solo quando è impossibile liberarsene mutilandolo, cioè, tagliandogli lingua o strappandogli gli occhi, ma se ciò è possibile non dovrà essere ucciso, dato che egli non è peggiore di altri che ci perseguitano.” E nello Choshen Hamm.di nuovo (388,15) si legge: “Se si può dimostrare che qualcuno ha tradito Israele tre volte, o che ha dato il denaro di israeliti agli Akum, si dovrà trovare il modo, dopo prudente considerazione, di eliminarlo dalla faccia della terra.”